Citizen journalism: Al Jazeera e i social media

Citizen journalism: Al Jazeera e i social media

Durante le proteste in Tunisia, Egitto e Libia i giornalisti di Al Jazeera hanno raccontato attraverso twitter cosa stava accadendo in tempo reale. “La nostra strategia ha funzionato con l’identificazione dei blogger chiave nelle nazioni prima che la protesta esplodesse (…) per avere in questo modo la possibilità di controllare le informazioni in un secondo momento. (..). Avevamo i numeri di telefono, e chiamavamo le persone per avere una verifica sulle cose”, dice Riyaad Minty, direttore dei social media di Al Jazeera a Journalism.co.uk. Il network arabo ha costruito ancheuna pagina per visualizzare i temi delle discussioni su twitter.
Ma quanto sono affidabili le informazioni che arrivano da social network e blog? Burt Herman è un ex reporter dell’Associated Press (Ap): ha progettato una piattaforma dove le persone possono raccogliere e selezionare le informazioni pubblicate dai media sociali, Storify. Ha raccolto link e testimonianze durante le proteste in Nord Africa e Medio Oriente.
Di recente New York Times e Ap sono caduti in una beffa. Il New York Times ha pubblicato un finto articolo di Umberto Eco, scritto in realtà da Tommaso Debenedetti (via il Fatto Quotidiano). L’Ap ha diffuso una finta agenzia a partire da un falso comunicato stampa attribuito a General Electric (via Columbia Journalism Review).

(image credits: Storify)

(image credits: http://webcartografie.wordpress.com/2011/04/14/citizen-journalism-al-jazeera-e-i-social-media/)